Audit di terza parte in tema di responsabilità sociale, ambientale, etica di business

Il governo dei rischi in Pirelli è, come detto, enterprise- wide e include l’identificazione, l’analisi e il monitoraggio dei rischi ambientali, sociali, economico/finanziari e di Business Ethics riconducibili all’Azienda in via diretta o indiretta, presso le affiliate Pirelli o nei rapporti con le stesse, come quelli connessi alla sostenibilità della catena di fornitura.

Prima di investire in uno specifico mercato sono condotte valutazioni ad hoc su eventuali rischi politici, finanziari, ambientali e sociali, tra cui quelli legati al rispetto dei diritti umani e del lavoro. Accanto al costante coordinamento e monitoraggio da parte delle funzioni centrali, la continua verifica dell’applicazione delle prescrizioni Pirelli in tema di Sostenibilità economica, sociale (in particolare del rispetto dei diritti umani e del lavoro), ambientale e di etica di business avviene tramite audit periodici commissionati a società terze specializzate oltre che attraverso l’attività estensiva di Internal Audit.

Particolare attenzione è riservata alla sostenibilità dei siti Pirelli e dei siti dei fornitori operanti in paesi emergenti.

Nel processo di audit di Sostenibilità sia presso le affiliate Pirelli sia con riferimento al monitoraggio dei piani di rientro dei fornitori, a partire dal 2012 è stata infatti direttamente coinvolta anche la funzione Internal Audit, che in Pirelli ha spiccata caratteristica di indipendenza in quanto, oltre che al Collegio Sindacale, risponde al Comitato per il Controllo Interno, per i Rischi e per la Corporate Governance di Pirelli & C. S.p.A., composto di soli Amministratori Indipendenti. Il piano triennale di Internal Auditing copre tutti i siti Pirelli. Mediamente ogni audit è condotto da due auditors e dura tre settimane in campo. Il Team di Internal Audit è stato formato sugli elementi di audit ambientale, sociale e di Business Ethics dai Direttori di funzione al fine di svolgere un audit efficace, chiaro e strutturato, che consenta l’effettivo controllo da parte di Pirelli su tutte le istanze di Sostenibilità.

Gli auditor esterni e interni che interni effettuano le verifiche in base a una checklist di parametri di sostenibilità derivanti dallo standard SA8000R (strumento di riferimento ufficialmente adottato dal Gruppo per la gestione della Responsabilità Sociale sin dal 2004), dalla politica Pirelli di Responsabilità Sociale per Salute, Sicurezza, Diritti nel lavoro e Ambiente e dal Codice Etico di Gruppo. Gli audit di terza parte sui fornitori, ognuno della durata media di due-tre giorni in campo, includono attività estensiva di intervista ai lavoratori, al Management e ai rappresentanti sindacali. I Direttori Acquisti e i Sustainability Manager che hanno coordinato localmente l’attività di auditing sui fornitori sono stati adeguatamente formati e sensibilizzati su oggetto e modalità di audit da parte delle funzioni centrali preposte: in questo caso Sostenibilità e Direzione Acquisti.

Del pari, tutti i Manager delle affiliate Pirelli coinvolte dagli audit sono stati adeguatamente formati e sensibilizzati su oggetto e modalità di audit da parte delle funzioni centrali Sostenibilità e Relazioni industriali.

Con riferimento ai siti Pirelli, già nel 2008 gli audit furono effettuati nei siti aziendali in Turchia, Brasile, Venezuela, Argentina, Egitto, Cina, Romania, Colombia, Messico e Cile, nel 2011 Pirelli ha commissionato audit di terza parte che hanno interessato i siti produttivi presenti in Argentina, Venezuela, Brasile, Cina, Egitto, Turchia, Romania. Nel 2012 la funzione Internal Audit ha svolto interventi di audit di sostenibilità presso sedi aziendali in Italia, Brasile, Argentina, Venezuela e Turchia e, nel 2013, in Argentina, Stati Uniti, Romania e Brasile. Gli audit proseguiranno nel 2014 in Italia, Regno Unito, Egitto e Cina. Le non conformità emerse a seguito degli audit sopra citati, peraltro non gravi, sono state oggetto di piani di azione concordati tra i responsabili locali e il management centrale. La Direzione Internal Audit monitora lo stato di implementazione dei piani di azione condivisi, attraverso specifici follow up.

Si precisa che in nessuno degli audit sono state riscontrate violazioni dei Core Labour Standards ILO, con specifico riferimento a lavoro forzato, infantile, libertà di associazione e contrattazione, non discriminazione.

Con riferimento alla catena di fornitura, tra fine 2009 e inizio 2010 sono stati effettuati 72 audit, tra fine 2010 e inizio 2011 ne sono stati eseguiti ulteriori 56 e nella seconda meta del 2012 hanno avuto inizio 62 nuovi audit su fornitori di materie prime, macchinari, logistica e servizi conclusi nel 2013. Nella maggior parte dei casi gli audit hanno coinvolto fornitori di Pirelli Tyre operanti nei cosiddetti paesi a rischio ESG in cui l’Azienda è presente, ovvero Brasile, Argentina, Egitto, Cina, Romania, Turchia, Venezuela, o da cui Pirelli acquista materie prime come Indonesia, India, Malesia, Thailandia, India, Giappone, Russia e Corea. Tra i paesi occidentali in cui Pirelli opera, sono stati effettuati audit su fornitori di Pirelli Tyre in Italia, Inghilterra, Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti. In base alle risultanze dell’audit, ove necessario e opportuno Pirelli ha concordato con il fornitore un piano di rientro che volto a prevenire, mitigare o porre rimedio alle non conformità rilevate. Il Piano tipicamente prevede azioni specifiche da implementare entro precise scadenze temporali concordate tra le parti, oltre a una chiara identificazione del responsabile dell’azione presso l’azienda fornitrice. Nel processo di monitoraggio dello stato di implementazione dei piani di rientro dei fornitori, sin dal 2012 è stata direttamente coinvolta anche la funzione Internal Audit.

Osservando criticamente i risultati degli audit effettuati dal 2009 al 2013 sulla catena di fornitura, le non conformità registrate continuano a essere legate ai processi di gestione della salute e sicurezza, all’utilizzo dello straordinario e alla corretta implementazione dei Sistemi di Gestione Ambientale, sebbene, ciclo di audit dopo ciclo di audit, esse sono numericamente sempre di meno così come la gravità è costantemente diminuita. Non si sono rilevate violazioni dei diritti umani né dei diritti fondamentali del lavoro. Non ci sono stati casi di chiusura del rapporto di fornitura a seguito risultanze degli audit. I piani di rientro a seguito degli audit 2013 sono stati portati a termine. I risultati raggiunti sono da attribuirsi al Modello di Gestione Sostenibile adottato da Pirelli, estensivo e permeante tutte le fasi di relazione con il fornitore, che negli anni ha consentito di migliorare sempre più la qualità del panel di fornitori. Va poi considerato che i fornitori Pirelli percepiscono l’importanza dell’allineamento ai fattori di gestione sostenibile anche grazie all’engagement di altri loro Clienti, e ciò contribuisce certamente a innescare un circolo virtuoso di miglioramento continuo.