Conflict minerals

Il concetto di Conflict Minerals è stato introdotto dalla Sezione 1502 del Dodd-Frank Act, legge federale degli Stati Uniti del 2010. Per “conflict minerals” si intendono oro, columbite-tantalite (coltan), cassiterite, wolframite e i loro derivati come il tantalio, stagno e tungsteno che provengano (o vengano estratti) dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC) e/o dai Paesi limitrofi.

Obiettivo delle regole sui Conflict Minerals Rules è quello di scoraggiare l’utilizzo di minerali il cui commercio potrebbe finanziare i conflitti violenti in Africa Centrale, dove da anni si registrano gravi violazioni dei diritti umani. In base alle regole sui Conflict Minerals, alle aziende statunitensi quotate è richiesto di effettuare una ragionevole due diligence per tracciare la provenienza di questi materiali, riportando i risultati alla SEC e pubblicamente sul proprio sito web, con il primo report pubblicato entro il 31 maggio 2014 (relativo al 2013) e aggiornato successivamente ogni anno. A sua volta la Commissione Europea in data 5 marzo 2014 ha proposto un progetto di regolamento che istituisce un sistema UE di autocertificazione per gli importatori di stagno, tantalio, tungsteno e oro che scelgono di importare tali risorse nell’Unione in modo responsabile. La proposta di regolamento è accompagnata da una “comunicazione”, un documento che delinea una strategia globale di politica estera volta a spezzare il collegamento tra i conflitti armati e il commercio di minerali estratti nelle zone interessate dai conflitti. L’attenzione di Pirelli alle tematiche attinenti i diritti umani e al contempo la propria posizione di Fornitore rientrante nella catena di fornitura di Clienti attivi in termini di due diligence, hanno portato l’Azienda a svolgere un’indagine completa sulla propria catena di fornitura nel corso del 2013, per identificare l’esistenza di eventuali “conflict minerals”. A titolo di dimensionamento del fenomeno su Pirelli, è utile precisare l’impatto decisamente limitato: il volume dei minerali (3T+G) usati da Pirelli Tyre in un anno pesa infatti meno di una tonnellata e questa quantità corrisponde approssimativamente a un milionesimo sul volume di materie prime utilizzate annualmente dall’Azienda ed è equamente distribuita tra la maggior parte dei pneumatici prodotti; a titolo esemplificativo, uno pneumatico del peso di 10kg contiene 10mg (milligrammi) equivalenti di stagno, nella bassissima concentrazione di 1ppm (una parte per milione). In ottica di approvigionamento che contempli solo minerali che siano “conflict free”, Pirelli ha chiesto ai propri fornitori di completare il modulo EICC GeSI (EICC/ GeSI Conflict Minerals Reporting Template), sviluppato da EICC (Electronic Industry Citizenship Coalition) e da GeSI (Global e-Sustainability Initiative), al fine di avere piena visibilita’ sulla catena di fornitura, fino alle miniere. Questo processo di ragionevole due diligence sarà completato nel 2014, quindi proseguirà un monitoraggio costante. A fine 2013 i risultati sono stati positivi, a fronte di una due diligence in gran parte conclusa senza alcun sospetto di esistenza di conflict minerals nella catena di fornitura.