Gestione delle emissioni di gas serra

Pirelli monitora e riporta le proprie emissioni di CO2eq sin dal 2002. Viene usata l’espressione CO2eq che tiene conto del contributo, seppur marginale, del metano (CH4) e del protossido di azoto (N2O). I gas serra derivano dalla combustione di idrocarburi all’interno dei siti produttivi, principalmente per il funzionamento dei generatori di calore che alimentano gli stabilimenti e in particolare quelli che servono per la produzione di vapore per i vulcanizzatori, o derivano dal consumo di energia elettrica o termica. Le prime vengono chiamate “emissioni dirette” o emissioni di Scope 1 in quanto prodotte dai siti produttivi dell’Azienda, mentre le emissioni da consumo di energia elettrica o termica sono definite “emissioni indirette”, o emissioni di Scope 2, in quanto non vengono prodotte nel perimetro dei siti produttivi dell’Azienda ma negli impianti che generano l’energia e il vapore acquistati e consumati da Pirelli. Le performance relative alle emissioni di gas a effetto serra sono calcolate sulla base di coefficienti estratti dalle seguenti fonti ufficiali:

  • IPCC: Guidelines for National Greenhouse Gas Inventories (2006);
  • IEA: CO2 Emissions from Fuel Combustion

e sono riportati secondo il modello proposto da:

  • GHG Protocol: A Corporate Accounting and Reporting Standard.

In particolare, per quanto riguarda le emissioni di CO2eq di Scope 2, i coefficienti medi nazionali sono definiti rispetto all’ultimo anno disponibile sui report sopracitati e aggiornati annualmente. Va precisato che quello della produzione degli pneumatici non è un settore industriale cosiddetto carbon intensive; infatti esso rientra nell’Emission Trading Scheme europeo solo con riferimento a centrali termiche superiori a 20 MW di potenza installata. A livello mondiale l’Azienda non è sottoposta ad altri regolamenti specifici.

Come nel caso dell’energia, Pirelli monitora e rendiconta le proprie emissioni di CO2 dirette e indirette (o di Scope 1 e Scope 2 come sopra definite) attraverso tre indicatori principali:

  • emissioni assolute, misurate in tonnellate;
  • emissioni specifiche, misurate in tonnellate per tonnellata di prodotto finito;
  • emissioni specifiche, misurate in tonnellate per euro di Risultato Operativo.

Il Piano industriale Pirelli ha stabilito un obiettivo di riduzione delle emissioni specifiche di CO2 pari a -15% entro il 2020 rispetto ai valori 2009. Tale obiettivo è stato esteso temporalmente rispetto a quello precedente (2015), coerentemente al ritardo nei cicli produttivi che ha interessato il precedente Piano Strategico.

Il forte legame tra l’andamento dei consumi energetici e le emissioni di CO2 si conferma anche per il 2013, facendo registrare una diminuzione delle emissioni specifiche pesate sulle tonnellate di prodotto finito pari a -1% rispetto all’anno precedente. Di contro, l’indice pesato sul margine operativo ha visto una risalita del 4% rispetto al 2012, ma con un trend ancora migliorativo se inserito nel contesto del triennio (-24% vs 2011).

Per quanto riguarda la CO2 biogenica, generata dal piccolo sito produttivo di silice da lolla di riso, Pirelli ha emesso per il 2013 circa 5.300 tonnellate di CO2eq.

DISTRIBUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS SERRA SECONDO SCOPE

DISTRIBUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS SERRA SECONDO SCOPE

Tale quantità non è conteggiata nelle emissioni assolute del Gruppo citate sopra. Il modello Pirelli di gestione, calcolo e rendicontazione delle emissioni di gas a effetto serra è stato certificato da parte terza e indipendente con lo Standard ISO 14064-1. La verifica soddisfa i criteri di rilevanza, competenza, indipendenza, terminologia e metodologia.

EMISSIONI DI GAS SERRA

EMISSIONI DI GAS SERRA

EMISSIONI DI GAS SERRA

EMISSIONI DI GAS SERRA

Gas serra201120122013
Emissioni assolute ton 1.083.392 1.076.361 1.116.762
Emissioni specifiche ton/tonPF 1,00 1,09 1,08
ton/k€ 1,86 1,36 1,41

Anche nel 2013 Pirelli ha partecipato al Carbon Disclosure Project (CDP). L’azienda si è posizionata nelle prime posizioni della classifica, ottenendo un Disclosure Score di 96 punti su 100, rientrando nella fascia massima di scoring: Senior Management. Grazie a questo punteggio, riconoscendo la trasparenza e la qualità della rendicontazione delle informazioni che riguardano il cambiamento climatico, il CDP ha inserito Pirelli nell’indice CDLI 2013 (Carbon Disclosure Leadership Index).

CDP

Dal 2014 Pirelli è diventata inoltre membro del CDP Supply Chain, attivando il monitoraggio delle prestazioni climate change dei propri fornitori chiave, indentificati secondo criteri di materialità ambientale ed economica. Pirelli è la prima azienda tra i competitor ad aver ingaggiato questo tipo collaborazione, allineandosi alle Best Practices delle più virtuose aziende produttrici di automobili.

Piano d’Azione Carbon

Nell’ambito del Piano d’Azione Carbon, nel 2013 è stata completata e attivata la conversione a gas naturale del sito produttivo egiziano, e gli effetti sull’intensità emissiva di tale fabbrica si vedranno a partire del prossimo anno. Relativamente alla fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili, l’occasione ricercata lo scorso anno vede la fase contrattualistica ancora aperta, ma l’Azienda sta lavorando per estendere l’opportunità alle altre affiliate del Gruppo. Sempre nel 2013 è stata installata presso il sito produttivo statunitense una centrale fotovoltaica di 500 kW con l’obiettivo di produrre nei prossimi 20 anni più di 13.000 MWh di energia verde.

Questo progetto consentirà di ridurre del 5% le emissioni del sito produttivo coinvolto. Pirelli e Ministero dell’Ambiente italiano, con la collaborazione del Forum das Américas, hanno presentato nel 2013 un progetto per la realizzazione nello stabilimento Pirelli di Feira de Santana, in Brasile, del primo impianto solare al mondo di grandi dimensioni per la produzione diretta di vapore a media temperatura a servizio del ciclo di produzione di una fabbrica.

La realizzazione dell’impianto attua l’accordo di collaborazione sottoscritto nel gennaio 2012 dal Ministero e da Pirelli finalizzato alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, e si inserisce nel contesto della cooperazione ambientale tra Italia e Brasile, rafforzata nel giugno 2012 dall’accordo sottoscritto dal Ministro dell’Ambiente italiano e dal Ministro dell’Energia brasiliano.

In particolare il Gruppo implementerà le più avanzate tecnologie e competenze di settore. Alla progettazione dell’impianto, di cui è prevista la costruzione nel 2014, ha contribuito anche il Politecnico di Milano, oltre alle aziende italiane e brasiliane. Con questo progetto pilota si stima che si ridurranno le emissioni di 2.000 tonnellate di CO2 in cinque anni, evitando la combustione di gas naturale. Nel nuovo stabilimento Pirelli Tyre di Settimo Torinese è stato avviato l’impianto di cogenerazione destinato alla produzione di elettricità, vapore e acqua calda. I moduli di cogenerazione sono due, per un totale di 6 MW elettrici: un’unità a turbina da 4,8 MW alimentata a gas naturale, e un motore endotermico da un MW alimentato a olio vegetale, che garantiranno quindi il 20% dell’energia derivante da fonti rinnovabili. L’energia elettrica prodotta viene utilizzata per le utenze interne allo stabilimento.

L’energia termica viene principalmente utilizzata per la generazione di vapore ad alta pressione usata dall’impianto produttivo. Recuperi a più bassa temperatura invece sono dedicati alla produzione di acqua calda, usata per efficientare la centrale termica e per integrare il riscaldamento di fabbrica. L’impianto si completa con un sistema fotovoltaico di circa 1,2 MWe, integrando così la generazione di energia rinnovabile dello stabilimento italiano.

I benefici attesi dalle azioni fin qui elencate impatteranno sull’andamento degli indici nei prossimi anni. Le azioni concluse negli scorsi anni, in particolare quelle relative all’efficienza energetica, hanno permesso di evitare nel 2013 circa 9.815 tonnellate di CO2eq. Tale valore è stato calcolato sulla base dei volumi produttivi dell’anno di rendicontazione e sulla variazione delle efficienze ottenute nel 2013 vs anno precedente.

azioni di compensazione delle emissioni

A fine 2011 è stata redatta la nuova policy interna sulla gestione della flotta veicoli aziendali. Essa è valida per l’Italia, centro del Gruppo Pirelli dove è concentrata la maggior parte dei veicoli in carico al Gruppo. La policy coinvolge tutte le auto in dotazione ai dirigenti e alla forza vendita, prevedendo la compensazione totale delle emissioni di CO2 di ogni veicolo in dotazione attraverso opere di protezione e sviluppo delle foreste. Oltre a essere un incentivo per la scelta di auto più sostenibili, la policy ha il merito di diffondere la cultura della responsabilità ambientale in modo tanto semplice quanto tangibile, grazie alla partecipazione diretta dei dipendenti. Il modello di calcolo utilizzato ha tenuto conto dei fattori emissivi di ogni singolo veicolo e dei chilometri percorsi.

Nel 2013 sono state emesse circa 1.290 tonnellate di CO2, quasi l’8% in meno rispetto al 2012, quando ne erano state emesse circa 1.400. Nel 2012 l’Azienda aveva compensato acquistando crediti da ARBolivia, progetto legato alla riforestazione di una zona dell’America Latina, dove Pirelli è fortemente presente e conosciuta. Mantenendo questa filosofia, l’ammontare 2013 sarà compensato per metà da un progetto italiano di conservazione delle foreste, mentre per l’altra metà da un progetto brasiliano di riforestazione.

progetto emission free

Il progetto italiano si chiama Forcredit, e consiste in un piano di conduzione delle proprietà boschive del Comune di Lemie (TO), a circa 50 chilometri dal sito produttivo Pirelli di Settimo Torinese; esso è finalizzato alla promozione della gestione forestale sostenibile quale strumento per rafforzare la biodiversità e favorire l’aumento dei quantitativi di carbonio stoccati negli ecosistemi forestali.

Gli interventi previsti rientrano in un piano di gestione volto a ridurre i tagli e i prelievi di materiale legnoso, per consentire la crescita di alberi ad alto fusto. Che si tratti di acero-frassineti, di betulleti o faggete, le azioni sono finalizzate a favorire il miglioramento strutturale delle piante.

Oltre alla gestione attiva delle foreste per uno sviluppo sostenibile delle economie locali, il progetto mira a migliorare il patrimonio forestale e a valorizzare le risorse naturali e del paesaggio attraverso attività turistico-ricreative sul territorio. La gestione messa in atto con il presente progetto consente un duraturo accumulo di carbonio (carbon sink) nelle sue componenti di biomassa epigea (fusto, rami, foglie), ipogea (radici), necromassa (alberi morti, ceppaie), lettiera (sottobosco) e suolo; in altri termini nei serbatoi in cui si conserva l’effetto di fissazione del carbonio e di rimozione della CO2 atmosferica, prodotto dall’azione naturale della fotosintesi. L’area interessata copre 670 ettari. È tutt’ora in corso la certificazione di parte terza VCS da parte di CSQA e SAI Global Italia. Il progetto brasiliano si chiama Climate Protection Acacia e nel suo complesso punta alla riduzione di 3,7 milioni di tonnellate di CO2 tramite la riforestazione con Acacia mangium di 3.507 ettari di suolo nell’estremo nord dello stato sudamericano, nella regione di Boa Vista. Il progetto, finalizzato alla produzione sostenibile di legname e al sequestro di CO2, porta con sé numerosi benefici per le comunità locali, come la creazione di oltre 200 posti di lavoro stabili, la costruzione di una nuova scuola e l’attuazione di corsi professionali. Il progetto rispetta inoltre i diritti delle popolazioni indigene di raccogliere materiali non legnosi dalle foreste, migliora la qualità dell’acqua e del suolo e mette in sicurezza oltre 15.000 ettari di foreste limitrofe con forti benefici per la biodiversità locale. Le piantumazioni sono condotte secondo i principi e i criteri della certificazione FSC (Forest Stewardship Council), che garantisce una gestione appropriata delle foreste dal punto di vista ambientale, dei benefici sociali e della fattibilità economica. La verifica del progetto è condotta da un ente certificatore indipendente, utilizzando standard riconosciuti. Il progetto Acacia Brasile è sviluppato secondo lo standard ACR (American Carbon Registry) e certificato da SCS (Scientific Certification System). Nel 2013 Pirelli ha compensato, come ogni anno, le emissioni di CO2 del campo prova di Vizzola Ticino corrispondenti alle attività di test del 2012 (circa 20 tonnellate di CO2) con interventi a tutela di 3.704 metri quadrati di foresta in Italia, nel parco di Rio Vallone e in Costa Rica, con 6.300 metri quadrati di foresta in crescita. Pirelli è impegnata nuovamente nel progetto Impatto Zero, che tramite LifeGate assegna in base alla CO2 prodotta una proporzionale area di foresta da proteggere.