Ricerca e sviluppo materie prime

La ricerca e lo sviluppo di materiali innovativi è essenziale al fine di progettare e realizzare pneumatici sempre più sostenibili, che garantiscano minori impatti ambientali, maggiore sicurezza di guida ma anche contestuali efficienze di produzione. In questo ambito, Pirelli ha attivato Joint Development Agreements con primari fornitori sullo studio di nuovi polimeri per resistenza al rotolamento, prestazioni a basse temperature, percorrenza chilometrica e tenuta su strada.

La Ricerca & Sviluppo Pirelli si concentra inoltre:

  • sui biomateriali, come la silice da fonte rinnovabile;
  • su silici ad alta dispersione per tenuta sul bagnato, resistenza al rotolamento, percorrenza chilometrica;
  • su neri di carbonio ad alte prestazioni e di derivazione da competizioni per tenuta estrema;
  • su nanofiller per mescole più stabili, strutture più leggere e liner ad alta impermeabilità;
  • su nuovi silani per assicurare stabilità prestazionale e processabilità.

È inoltre allo studio, nell’ambito del Consorzio per le Ricerche sui Materiali Avanzati (CORIMAV) con l’Università degli Studi di Milano Bicocca, una nuova tecnologia di devulcanizzazione selettiva per il riciclo di materiali derivanti dalle mescole degli Pneumatici Fuori Uso, che consenta una riduzione significativa dei costi di produzione nonché del relativo impatto ambientale.

L’accordo Joint Labs tra Pirelli e il Politecnico di Milano, finalizzato alla ricerca e alla formazione nel settore dello pneumatico e di durata triennale (2012-2014), riguarda sia l’area di ricerca sulla devulcanizzazione dei materiali derivanti dalle mescole degli pneumatici usati sia i biopolimeri: Pirelli, infatti, lavora con l’università per sviluppare una gomma naturale proveniente da fonti differenti rispetto all’albero della gomma. La ricerca è volta a diversificare le possibii fonti di approvvigionamento, così diminuendo la pressione sulla biodiversità dei paesi produttori e permettendo all’Azienda di affrontare con maggiore flessibilità l’eventuale scarsità di materie prime.