La silice da lolla di riso

La silice viene utilizzata negli pneumatici per ridurre la resistenza al rotolamento aumentando l’efficienza del veicolo senza diminuire la capacità di tenuta, soprattutto sul bagnato. Nella ricerca di materiali sempre più sostenibili, Pirelli si è concentrata proprio su questa materia prima, andando a cercare una fonte alternativa ai processi di lavorazione tradizionali.

In particolare l’Azienda ha sviluppato in Brasile, nello stabilimento di Meleiro, città nota per la coltivazione del riso nel sud del paese, un processo in grado di estrarre la silice dalla lolla di riso. La lolla di riso è l’involucro esterno del grano di riso, sostanzialmente la sua buccia.

La lolla costituisce in peso il 20% del riso grezzo, e rappresenta lo scarto principale di questo tipo di coltivazione.

Considerato l’ammontare della produzione mondiale di riso, la lolla è disponibile in quantitativi estremamente rilevanti in molte zone del mondo. La lolla oggi ha diversi impieghi, più o meno nobili: lettiere per animali, concimi organici, combustibile solido per la produzione di energia elettrica. La lolla possiede infatti un discreto potere calorifico, dell’ordine di 14 MJ/kg.

Tuttavia, nelle aree del mondo meno sviluppate essa non viene ancora valorizzata, e viene bruciata a cielo aperto senza sfruttarne in alcun modo le potenzialità.

Oltre al suo interessante potere calorifico, la lolla di riso ha un’altra proprietà sfruttabile, ovvero il contenuto elevato di silice, pari a circa il 18% del suo peso. Nel processo tradizionale, la silice viene prodotta attraverso un processo chimico che prevede la dissoluzione in acqua della silice cristallina, tipicamente sabbia, mediante una soluzione con soda caustica (NaOH). Da questa prima fase si ottiene silicato di sodio. Successivamente, mediante l’introduzione di acido (tipicamente acido solforico), si ottengono la silice precipitata come prodotto principale e solfato di sodio come by-product. La reazione della silice cristallina con la soda richiede un elevatissimo quantitativo di energia termica. Nel caso della combustione della lolla di riso, la cenere ottenuta è costituita da silice non cristallina con un contenuto massimo di residuo carbonioso pari all’8%. Rispetto a quella cristallina, questa silice richiede molta meno energia nella reazione iniziale. È intuibile che questa biomassa possa costituire quindi una materia prima ideale per la produzione di silice precipitata. Conducendo la combustione della lolla in modo appropriato, si possono ottenere tutta l’energia termica necessaria alla produzione e, contemporaneamente, la silice non cristallina che reagisce a temperatura molto più bassa rispetto al metodo convenzionale.

Dato che il processo produttivo è termicamente autonomo, la produzione della silice da lolla di riso consente, oltre al recupero di materia e di energia, anche una significativa riduzione del quantitativo di CO2 emesso proprio per il fatto che tutta l’energia termica necessaria deriva da combustione di biomassa rinnovabile. L’attività in questione è stata inserita nel progetto di ricerca in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente italiano, su cui si possono trovare maggiori informazioni nel paragrafo “Relazioni con le Istituzioni e le Amministrazioni Pubbliche” nella Dimensione Sociale del presente Bilancio. Le prime analisi mostrano un forte vantaggio in termini di Carbon Footprint: la silice Pirelli è in grado di abbattere l’impronta di carbonio di oltre il 90% rispetto alla silice prodotta con le lavorazioni tradizionali.

La produzione Pirelli di silice da lolla di riso è un chiaro esempio di quanto l’innovazione nel campo dei materiali possa essere sostenibile a 360°, contribuendo sia alla valorizzazione di sottoprodotti che altrimenti sarebbero solo in parte riutilizzati, sia all’ecosostenibilità dei processi produttivi. Il tutto a fronte di vantaggi economici immediatamente correlabili all’efficienza di processo. Il progetto, a inizio 2013, è stato anche riportato da uno dei settimanali più prestigiosi al mondo, l’Economist, che, in un articolo dedicato a Pirelli, ricorda i benefici ambientali derivanti dall’utilizzo di una sostanza derivata da fonti rinnovabili.

Pirelli si è posta l’obiettivo di rifornire il 30% del fabbisogno della produzione del Sud America con la silice derivata da fonti vegetali entro il 2017. Tale obiettivo è stato posticipato di due anni in linea con il ritardo dei volumi produttivi causato dal ciclo economico di questi anni.

DALLA LOLLA DI RISO ALLA SILICE

DALLA LOLLA DI RISO ALLA SILICE