La gestione dei pneumatici a fine vita

Ogni anno nel mondo sono venduti circa 1,5 miliardi di pneumatici (IRSG Report 2010), che sono naturalmente destinati a diventare pneumatici a fine vita. Nel 2011, in Europa, ne sono stati prodotti circa 2,9 milioni di tonnellate; negli Stati Uniti, nel 2007, 4,6 milioni e in Giappone 800.000 tonnellate. Questi numeri danno una chiara idea delle dimensioni del fenomeno e della potenzialità dei relativi impatti ambientali. Nei tre casi citati, gli sforzi compiuti da istituzioni, produttori e filiere del recupero hanno permesso di ottenere risultati molto positivi. In Europa, nel 2011, il 95% degli pneumatici a fine vita (PFU – Pneumatici Fuori Uso) è stato riciclato; negli Stati Uniti il valore è prossimo al 90%, mentre in Giappone è di poco superiore (dati ETRMA ELT 2011). Ormai da anni Pirelli è impegnata nella gestione dei PFU sia internamente, attraverso l’attività di ricerca e innovazione dei Pirelli Labs, sia collaborando con i principali enti di riferimento a livello nazionale e internazionale. Pirelli è infatti attiva nel Tyre Industry Project Group (TIPG) del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), nel gruppo di lavoro ELTs (End of Life Tyres) di ETRMA (European Tyres and Rubber Manufacturers’ Association) e, a livello nazionale e locale, interagisce direttamente con i principali enti attivi nel recupero e riciclo degli PFU. In qualità di membro del TIPG, Pirelli ha collaborato alla pubblicazione di un report sulla gestione degli PFU volto a sensibilizzare in modo proattivo sia i paesi emergenti sia quelli non ancora dotati di una filiera di recupero degli PFU, per promuoverne riciclo e riutilizzo secondo modelli di gestione già definiti e avviati con successo.

EVOLUZIONE DELLO SMALTIMENTO DEGLI PFU IN EUROPA

EVOLUZIONE DELLO SMALTIMENTO DEGLI PFU IN EUROPA

RECUPERO DI UNO PNEUMATICO A FINE VITA

RECUPERO DI UNO PNEUMATICO A FINE VITA

I prodotti ottenibili dal recupero degli PFU

Lo pneumatico è una miscela di numerosi materiali che ne influenzano i percorsi di recupero.

  • Recupero di materia: lo pneumatico può essere utilizzato tal quale oppure dopo trattamento fisico in innumerevoli applicazioni, dalle opere di ingegneria civile alla produzione di asfalti e di mescole pronte per essere riutilizzate nei processi produttivi;
  • recupero di energia: grazie all’elevato potere calorifico che contraddistingue gli PFU, superiore a quello del carbone, questi ultimi sono impiegati come combustibile nei forni degli impianti termoelettrici e nei forni degli impianti per la produzione del cemento, assicurando una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra grazie al loro contenuto di biomassa derivante dalla gomma naturale, prossimo o superiore al 20% del peso.

Per quanto riguarda il recupero di materia, la gomma riciclata è già riutilizzata da Pirelli nelle mescole dei nuovi pneumatici contribuendo, insieme a modalità tradizionali di recupero e smaltimento, alla riduzione del relativo impatto ambientale. Grazie alle attività di ricerca in collaborazione con diversi poli universitari, sarà possibile nel prossimo futuro migliorare la qualità delle mescole, in termini di affinità degli ingredienti, determinando quindi un incremento della quantità dei recuperi introdotti con un ulteriore beneficio ambientale. Tutto ciò in aggiunta a un positivo calo del consumo di materie non rinnovabili.