mobilità internazionale

Il tema della mobilità internazionale, da sempre caro a Pirelli in un’ottica di integrazione culturale e valoriale, nel 2013 ha visto la partenza di oltre 70 nuovi espatri, contro le circa 100 partenze del 2012. Si confermano le numerose partenze (circa un quinto) verso le nuove iniziative industriali in Indonesia, Messico e Russia, e continua anche il flusso di mobilità da paesi emergenti verso paesi maturi. La mobilità internazionale si conferma dunque uno strumento cardine a supporto della strategia di espansione geografica del Gruppo, capace di diffondere la cultura Pirelli nel mondo e trasferire prezioso know how tecnico verso le nuove start-up.

La popolazione espatriata complessiva a fine 2013 è pari a circa 240 persone (circa 10 persone in meno rispetto a fine 2012) di 17 diverse nazionalità che si spostano verso 32 diversi paesi di destinazione in tutti i cinque continenti, ed è composta per il 73% da non Executive e per il 15% circa da donne.

Si segnala come la popolazione espatriata complessiva sia ormai costituita per la maggior parte (circa il 52%) da risorse di nazionalità non italiana, a rappresentare i concreti progressi verso l’obiettivo di tendere a creare un team di Management sempre più internazionale.

Stante questa complessità si è proceduto – a decorrere dal 1° gennaio 2013 – a introdurre una nuova Politica di Mobilità Internazionale che è applicata a tutte le nuove partenze con decorrenza 2013.

Tra le principali novità vi è l’introduzione di un principio di neutralità fiscale perseguito attraverso l’implementazione di una politica cosiddetta di tax equalization che permette di neutralizzare le differenze fiscali che sorgono nel paese di destinazione rispetto al paese di origine assicurando cosi l’applicazione di principi di remunerazione equi e congrui. Sono state inoltre riviste le regole di assegnazione di alcuni benefit in una logica di sempre maggiore caring nei confronti degli espatriati e delle relative famiglie al seguito.

Si segnala inoltre come la nuova Politica sia armonizzata e condivisa a livello worldwide (regole di trattamento comuni) e consenta una gestione uniforme del personale espatriato di tutto il Gruppo.

Grazie infine all’applicazione di regole “blindate”, basate su considerazioni e dati empirici oggettivi e certificati da parte di provider esterni specializzati, viene facilitata una comunicazione ex ante chiara e trasparente dei criteri e delle “regole del gioco”.