Relazioni industriali

La Politica di Relazioni Industriali adottata dal Gruppo si fonda sul rispetto del dialogo costruttivo, della correttezza e dei ruoli. Garantire e rispettare il libero svolgimento delle attività sindacali è uno dei valori cardine su cui Pirelli fonda il proprio Sistema di Gestione delle Risorse Umane. I rapporti e le negoziazioni con il sindacato sono gestiti localmente da ogni affiliata, sempre nel rispetto delle leggi, dei contratti collettivi nazionali e/o aziendali, di usi e prassi vigenti in ciascun paese. A tale livello si affianca il ruolo svolto dalle funzioni centrali, che coordinano le attività e garantiscono che i principi sopra menzionati siano osservati in tutto il Gruppo. Nel corso del 2013 tale attività ha raggiunto importanti risultati negoziali nell’ambito del rinnovo dei contratti collettivi in diversi siti del Gruppo, come avvenuto in Messico.

A quanto sopra si aggiunge l’importante ruolo svolto in Italia nelle attività di rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore Gomma Plastica, sottoscritto l’8 gennaio 2014.

Nel 2013, a seguito del persistere di una forte contrazione dei consumi a livello europeo che ha investito anche il settore degli pneumatici, l’Azienda ha proseguito con il processo di razionalizzazione organizzativa e produttiva volta al contenimento dei costi. In quest’ottica, nel corso del mese di luglio 2013, presso lo stabilimento produttivo di Bollate, è stato sottoscritto con le rappresentanze sindacali dello stabilimento e le organizzazioni sindacali territoriali un accordo con il quale si è convenuta, a partire da gennaio 2014, la progressiva messa in produzione di due nuove tipologie di prodotto allo scopo di sostenere un gettito produttivo atteso pari a circa 2 milioni di pezzi annui per il biennio 2014-2015. In ragione di ciò si è altresì convenuto: un diverso e coerente assetto gestionale basato su una nuova organizzazione del lavoro, un nuovo organico di riferimento per il regolare funzionamento dello stabilimento pari a 239 operai e 37 impiegati; un numero di esuberi pari a 90 lavoratori (80 operai e 10 impiegati); una gestione non traumatica delle eccedenze attraverso il ricorso ai contratti di solidarietà per il periodo 1° gennaio 2014 – 31 dicembre 2015.

Nel quadro delle ristrutturazioni conseguenti alla crisi, nel mese di giugno 2013 si sono concluse le attività relative alla chiusura dello stabilimento steelcord di Merzig (Germania), iniziate nel corso del 2012 che interessavano circa 100 dipendenti, di cui 70 usciti nel 2013.

In linea con l’approccio sostenibile dell’Azienda, a fronte dei processi di ristrutturazione sono adottate politiche di ricollocazione professionale mediante accordi quadro con società di primaria importanza aventi come oggetto piani di outplacement.

Nel corso del 2013 Pirelli ha avviato un percorso finalizzato alla cessione del business della cordicella metallica (o steelcord), verificando – con il supporto di Advisor di prestigio internazionale – le opportunità di cessione in ottica di migliore valorizzazione del business da parte di possibili acquirenti che potessero garantire una significativa presenza internazionale, oltre a standard competitivi adeguati.

A fine febbraio 2014 Pirelli & C. S.p.A. e Bekaert hanno siglato un accordo per la cessione del 100% delle attività steelcord di Pirelli a Bekaert per un valore complessivo (enterprise value) di circa 255 milioni di euro.

La vendita dello steelcord consentirà a Pirelli di uscire da un’attività che non presenta adeguate dimensioni competitive e di focalizzarsi sul segmento degli pneumatici Premium a più alta marginalità, assicurando nel contempo un futuro al business steelcord all’interno di un gruppo leader nelle tecnologie di trasformazione e rivestimento di cavi in acciaio.

Nell’ambito dell’intesa, le due società hanno definito un accordo di fornitura a lungo termine e di sviluppo congiunto di prodotti al fine di potenziare le attività di R&D e garantire che il passaggio alla nuova intesa sia in linea con i rispettivi piani di crescita e sviluppo, valorizzando gli asset esistenti e ponendo nel contempo le basi per una graduale apertura verso il mercato. Il closing dell’operazione, soggetto alle approvazioni regolamentari, è atteso nel secondo semestre del 2014 e interessa tutte e cinque le fabbriche steelcord di Pirelli situate in Italia, Turchia, Romania, Cina e Brasile.

Le Relazioni Industriali hanno infine un ruolo attivo nell’impegno del Gruppo in tema di salute e sicurezza.

L’81% dei dipendenti del Gruppo è infatti coperto da organismi di rappresentanza che periodicamente, insieme all’Azienda, monitorano e affrontano, con il supporto di specialisti, i temi correnti e i piani/programmi di sensibilizzazione e intervento in una prospettiva di dialogo continuo finalizzato al miglioramento delle varie attività svolte da Pirelli a salvaguardia della salute e sicurezza dei propri lavoratori.

Il Comitato Aziendale Europeo (CAE)

Il Comitato Aziendale Europeo (CAE) Pirelli, costituito nel 1998, si riunisce in sede ordinaria una volta l’anno a seguito della presentazione del Bilancio di Gruppo, per essere informato sull’andamento economico, sulle previsioni economico-finanziarie, sugli investimenti realizzati e programmati, sui progressi della ricerca ecc.

L’accordo istitutivo del CAE prevede la possibilità di realizzare ulteriori incontri in sede straordinaria per adempiere agli obblighi d’informazione dei delegati, alla luce di eventi di portata transnazionale concernenti rilevanti cambiamenti degli assetti societari: apertura, ristrutturazione o chiusura di sedi, importanti e diffuse innovazioni nell’organizzazione del lavoro. I delegati CAE sono dotati degli strumenti informatici necessari allo svolgimento della propria funzione, nonché del collegamento alla Intranet aziendale utile ai fini della diffusione in tempo reale dei comunicati stampa ufficiali.

Il Comitato è attualmente costituito da 14 membri provenienti dalle sedi dei paesi aventi diritto di rappresentanza nel Comitato medesimo, ovvero Italia, Germania, Spagna, Svezia, Romania e Regno Unito.

Rispetto delle prescrizioni legislativo-contrattuali in tema di lavoro straordinario, riposi, associazione e contrattazione, Pari Opp ortunità e Non Discriminazione, divieto di lavoro minorile e obbligato

La Politica del Gruppo è da sempre caratterizzata dal rispetto delle prescrizioni legislative e/o contrattuali in materia di orario di lavoro, ricorso al lavoro straordinario e diritto alle giornate periodiche di riposo. Questi argomenti sono sovente materia di intese a livello sindacale, nel rispetto delle peculiarità normative di ciascun paese. La fruizione della totalità dei giorni di ferie, quale diritto di ogni lavoratore, non subisce alcuna restrizione. Il periodo viene generalmente concordato fra dipendente e Azienda. Come anche dichiarato nella propria Politica Responsabilità Sociale per Salute, Sicurezza e Diritti nel Lavoro, Ambiente e in conformità alle prescrizioni dello Standard Internazionale SA8000®, adottato sin dal 2004 come strumento di riferimento per la gestione della Responsabilità sociale presso le proprie affiliate.

Pirelli verifica l’applicazione delle prescrizioni in tema di Sostenibilità sociale e in particolare di rispetto dei diritti umani e del lavoro tramite audit periodici sia commissionati a società terze specializzate sia effettuati dalla Direzione Internal Audit, che in Pirelli ha spiccate caratteristiche di indipendenza in quanto, oltre che al Collegio Sindacale, risponde al Comitato per il Controllo Interno, per i Rischi e per la Corporate Governance di Pirelli, composto di soli Amministratori Indipendenti. Particolare attenzione è riservata alla sostenibilità dei siti Pirelli (e di quelli dei fornitori) operanti in paesi emergenti.

Il Piano triennale di Internal Auditing copre tutti i siti Pirelli. Mediamente ogni audit è condotto da due auditors e dura tre settimane in campo. Il Team di Internal Audit è stato formato sugli elementi di audit ambientale, sociale e di Business Ethics dai direttori di Funzione al fine di svolgere un audit efficace, chiaro e strutturato e che consenta l’effettivo controllo da parte di Pirelli su tutte le istanze di Sostenibilità. In base alle risultanze dell’audit, in caso di non conformità, viene concordato un piano di azione tra i responsabili locali e il Management centrale, con precise date di implementazione e responsabilità di implementazione.

La Direzione Internal Audit monitora lo stato di implementazione dei piani di azione condivisi, attraverso specifici follow up.

Tutti i manager delle affiliate coinvolte dagli audit sono stati adeguatamente formati e sensibilizzati su oggetto e modalità di audit da parte delle funzioni centrali preposte: Sostenibilità e Relazioni Industriali.

Gli auditors esterni e interni effettuano le verifiche in base a una checklist di parametri di Sostenibilità derivanti dallo standard SA8000®, dalla Politica Pirelli di Responsabilità Sociale per Salute, Sicurezza, Diritti nel lavoro, Ambiente e dal Codice Etico di Gruppo. Gli audit di terza parte, ognuno della durata media di almeno tre giorni in campo, includono attività estensiva di intervista ai lavoratori, al Management e ai rappresentanti sindacali. Già nel 2008 furono effettuati audit di terza parte nei siti aziendali in Turchia, Brasile, Venezuela, Argentina, Egitto, Cina, Romania, Colombia, Messico e Cile. Nel corso del 2011 Pirelli ha commissionato audit di terza parte che hanno interessato i siti produttivi presenti in Argentina, Venezuela, Brasile, Cina, Egitto, Turchia, Romania. Nel 2012 la funzione Internal Audit ha svolto interventi di audit in Italia, Brasile, Argentina, Venezuela e Turchia e, nel 2013, in Argentina, Stati Uniti, Romania e Brasile. Gli audit proseguiranno nel 2014 in Italia, Regno Unito, Egitto e Cina.

Le non conformità emerse a seguito degli audit sopra citati, peraltro non gravi, sono state oggetto di piani di azione concordati tra i responsabili locali e il Management centrale, e saranno oggetto di follow up nel 2014 da parte della Direzione Internal Audit.

Si precisa che in nessuno degli audit sono state riscontrate violazioni dei Core Labour Standards ILO, con specifico riferimento a lavoro forzato, infantile, libertà di associazione e contrattazione, non discriminazione.

Contenzioso del lavoro e previdenziale

Nel corso del 2013, come in passato, il contenzioso lavoristico e previdenziale è stato contenuto grazie al mantenimento di un trend di bassa conflittualità, sostanzialmente in linea con gli anni precedenti.

Permane una condizione di contenzioso elevato in Brasile, tale da costituire, come negli anni scorsi, circa il 90% delle cause oggi in atto nell’intero Gruppo. Il contenzioso giuslavoristico è un fenomeno molto diffuso nel paese ed è legato alle peculiarità della cultura locale; in quanto tale, non riguarda solo Pirelli ma anche le altre multinazionali operanti nel territorio. In genere, le cause lavoristiche si instaurano al momento della risoluzione del rapporto di lavoro e vertono soprattutto su aspetti di interpretazione normativa e contrattuale controversi ormai da anni. È rilevante l’impegno dell’Azienda per prevenire e risolvere tali conflitti – per quanto possibile alla luce dell’elemento culturale citato – anche attraverso procedure di conciliazione.

Gli indici di sindacalizzazione e le agitazioni sindacali

È impossibile valutare con precisione il tasso di iscrizione a un sindacato da parte dei dipendenti del Gruppo, in quanto non in tutti i paesi in cui Pirelli è presente (oltre 160 paesi in cinque continenti) tale informazione è legittimamente rilevabile. In ogni caso, si stima che circa la metà dei dipendenti Pirelli sia iscritta a un sindacato.

Quanto invece alla percentuale di lavoratori coperti da contratto collettivo, nel 2013 si attesta intorno all’81%, in linea con il triennio precedente. Il dato rimane connesso alle differenze storiche, normative e culturali dei diversi contesti nazionali.

Le agitazioni sindacali nel corso del 2013 hanno riguardato esclusivamente le realtà produttive italiane durante le fasi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore Gomma Plastica e, con riferimento allo stabilimento steelcord di Figline Valdarno, durante le fasi connesse con la vicenda della cessione del business steelcord.

Piani pensione integrativi e piani sanitari integrativi

Nel Gruppo sono presenti fondi a beneficio definito: nel Regno Unito (il fondo è stato chiuso per tutti i dipendenti attivi a far data dal 1° aprile 2010), negli Stati Uniti (fondo chiuso alcuni anni fa per i dipendenti attivi a favore dell’introduzione di uno schema a contribuzione definita che, da allora, copre solo i pensionati e non è legato alla crescita salariale) e in Germania (piano chiuso ai nuovi assunti a partire dal 1982). Altri fondi a beneficio definito, le cui passività non sono di ammontare particolarmente significativo, esistono nei Paesi Bassi.

Il Gruppo, inoltre, mantiene presso le affiliate i diversi piani sanitari integrativi previsti dall’Azienda in relazione alle necessità locali. Questi si differenziano da paese a paese per livelli di destinazione e forme di copertura offerte. I piani sono gestiti da assicurazioni o fondi appositamente creati, cui l’Azienda partecipa versando una quota fissa come avviene in Italia, o un premio assicurativo come accade in Brasile e negli Stati Uniti. Per la valutazione economico-patrimoniale dei sopracitati avbenefici si rinvia alle note 22 – Fondi del personale e 31 – Costi del Personale all’interno del Volume 01: Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2013.