Materialità degli impatti ESG e audit di parte terza sulla sostenibilità dei fornitori

Pirelli governa la propria Sostenibilità avvalendosi di analisi di materialità. In termini ambientali, la materialità degli impatti della catena di fornitura si riscontra in modo decisamente prevalente nella categoria delle materie prime, e con specifico riferimento all’utilizzo di acqua nei processi di trasformazione della gomma naturale, mentre l’impatto di tipo sociale (diritti umani e del lavoro in particolare) si riscontra in tutte le categorie di acquisto, sebbene con necessità di particolare attenzione da parte dell’Azienda verso i fornitori operanti in paesi internazionalmente considerati maggiormente a rischio rispetto ad altri da un punto di vista di compliance con le legislazioni nazionali e internazionali del lavoro.

Dal 2009, ogni anno e con attività congiunte da parte delle funzioni Risk Governance, Sostenibilità e Acquisti di Gruppo, viene richiesto ai buyer e Sustainability Managers locali di identificare una rosa di fornitori che, in base alle risultanze di adeguato Risk Assessment, si reputi utile sottoporre ad audit di parte terza. La “criticità” del fornitore guida quindi la scelta, e può essere tale in quanto:

  • il fornitore è legato a Pirelli da contratti pluriennali;
  • la sostituzione del fornitore può essere complessa;
  • si ha notizia di eventi di rischio ESG;
  • il peso economico dell’acquisto è rilevante, e per questi motivi si ritiene di verificare in loco la compliance del fornitore con le attese ESG di Pirelli, sottoscritte dallo stesso fornitore in fase contrattuale, attraverso audit di parte terza commissionati da Pirelli;
  • il fornitore opera in paesi a rischio ESG.

A livello centrale, un team composto dalle Direzioni Sostenibilità e Acquisti di Gruppo definisce le Linee Guida per la selezione dei fornitori da sottoporre ad audit, supportando le corrispondenti funzioni locali che operativamente gestiscono il processo. I Direttori Acquisti i Sustainability Manager che coordinano localmente l’attività di auditing sui fornitori sono adeguatamente, formati e sensibilizzati su oggetto e modalità di audit da parte delle funzioni centrali preposte, ovvero Sostenibilità e Direzione Acquisti.

Gli auditor esterni effettuano le verifiche in base a una checklist di parametri di Sostenibilità derivanti dallo standard SA8000R (strumento di riferimento ufficialmente adottato dal Gruppo per la gestione della responsabilità sociale sin dal 2004), dalla Politica Pirelli di Responsabilità Sociale per Salute, Sicurezza, Diritti nel Lavoro e Ambiente, coerente alle aree di Sostenibilità sociale, ambientale e di Governance dettate dal Global Compact delle Nazioni Unite, e dal Codice Etico di Gruppo.

Gli audit di terza parte, ognuno della durata media di almeno 2-3 giorni in campo, includono attività estensiva di intervista ai lavoratori, al Management e ai rappresentanti sindacali.

Tra fine 2009 e inizio 2010 sono stati effettuati 72 audit, tra fine 2010 e inizio 2011 ne sono stati eseguiti ulteriori 56 e nella seconda metà del 2012 hanno avuto inizio 62 nuovi audit su fornitori di materie prime, macchinari, logistica e servizi conclusi nel 2013. Nella maggior parte dei casi gli audit hanno coinvolto fornitori di Pirelli Tyre operanti in paesi in cui l’Azienda è presente, ovvero Brasile, Argentina, Egitto, Cina, Romania, Turchia, Venezuela, o da cui Pirelli acquista materie prime come Indonesia, India, Malesia, Thailandia, India, Giappone, Russia e Corea. Tra i paesi occidentali in cui Pirelli opera, sono stati effettuati audit su fornitori di Pirelli Tyre in Italia, Inghilterra, Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti.

In base alle risultanze dell’audit, ove necessario e opportuno Pirelli redige insieme al fornitore un piano di rientro che può essere volto a prevenire, mitigare o porre rimedio alle eventuali non conformità rilevate.

Il Piano prevede azioni specifiche da implementare entro precise scadenze temporali concordate tra le parti, oltre a una chiara identificazione del responsabile dell’azione presso l’azienda fornitrice.

Osservando criticamente i risultati degli audit effettuati dal 2009 al 2013, le non conformità registrate continuano a essere legate ai processi di gestione della salute e sicurezza, all’utilizzo dello straordinario e alla corretta implementazione dei Sistemi di Gestione Ambientale, sebbene, ciclo di audit dopo ciclo di audit, esse sono numericamente sempre di meno così come la gravità è costantemente diminuita. Non si sono rilevate violazioni dei diritti umani né dei diritti fondamentali del lavoro. Non ci sono stati casi di chiusura del rapporto di fornitura a seguito risultanze degli audit.

I piani di rientro a seguito degli audit 2013 sono stati portati a termine. I risultati raggiunti sono da attribuirsi al Modello di Gestione Sostenibile adottato da Pirelli, estensivo e permeante tutte le fasi di relazione con il fornitore, che negli anni ha consentito di migliorare sempre più la qualità del panel di fornitori. Va poi considerato che i fornitori Pirelli percepiscono l’importanza dell’allineamento ai fattori di gestione sostenibile anche grazie all’engagement di altri loro clienti, e ciò contribuisce certamente a innescare una catena virtuosa di miglioramento continuo. Nel processo di monitoraggio dello stato di implementazione dei piani di rientro dei fornitori, sin dal 2012 è stata direttamente coinvolta anche la funzione Internal Audit, che in Pirelli ha spiccata caratteristica di indipendenza in quanto, oltre che al Collegio Sindacale, risponde al Comitato per il Controllo Interno, per i Rischi e per la Corporate Governance di Pirelli & C. S.p.A., composto di soli Amministratori Indipendenti.